Pubblicato da Progress Magazine di Approfondimento di Attualità, Economia, Cultura e Lifestyle
Aprile 2022 (pagine 22 - 25)

Intervista all'artista Giorgio Pasqualetti di Martina Morelli

 

 

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Veduta dello studio Giorgio Pasqualetti a Roma.

L'artista Giorgio Pasqualetti e la sua pittura: Ha Long Bay (diptych), 2021, dipinto acrilico su tela (39.40 x 78.70 in / 100 x 200 cm). Per gentile concessione di collezionista privato a Milano.

Giorgio Pasqualetti ha il senso profondo di un’identità artistica europea. Ispirazione catalana ed eleganza tutta italiana. Tutta da scoprire.

 

GQ, Vogue Italia, Vanity Fair hanno riconosciuto il suo talento, ravvisando in esso un artista da non perdere assolutamente d’occhio. Collezionisti e curatori lo seguono da tempo e con viva attenzione. 

 

Ma il genio di Giorgio Pasqualetti parla da sé. Grandi tele, grandi superfici, grandi respiri. Un’immaginazione potente che rielabora e ridisegna la quotidianità in un formalismo geometrico puro. Il risulta- to è energia, di forme, di colore, d’ispirazione.

 

Semplici solo in apparenza, discreti, eleganti, raffinati, i suoi sono “dipinti italiani!”.

 

Martina Morelli: Oggi si divide tra Roma, Milano e Barcellona. Cosa serba delle sue radici italiane in questo costante viaggiare e come la cultura catalana ha influenzato la sua produzione?

 

Giorgio Pasqualetti: L’incontro con la città di Barcellona è stato per me un vero colpo di fulmine che dura da ormai 15 anni, ossia dalla prima volta in cui l’ho visitata. Sono stato da subito affascinato dallo spirito multiculturale di questa città, dai suoi colori, dall’architettura dei suoi edifici che, con la loro varietà di stili, hanno influenzato e ancora influenzano molti aspetti del mio lavoro. Penso che la mia forma pittorica combini proprio l’originalità del moder- nismo catalano con l’eleganza dello stile italiano dettato quest’ultimo dal classicismo delle forme della città in cui sono nato, Roma. Per certo i miei sono dipinti italiani!

“Penso che la mia forma pittorica combini proprio l’originalità del modernismo catalano con l’eleganza dello stile italiano dettato quest’ultimo dal classicismo delle forme della città in cui sono nato, Roma. Per certo i miei sono dipinti italiani!” 

- Giorgio Pasqualetti

Martina Morelli: Cosa la ispira maggiormente?


Giorgio Pasqualetti: Per dare forma ai miei soggetti, mi affido alle linee e ai colori che spesso ritrovo nell’architettura delle città e nella natura. Mi piace ridisegnare le immagini che provengono dall’osservazione degli spazi metropolitani e dalla contem- plazione della natura, vincolando le forme e i colori all’in- terno di una struttura geometrica o di un piano prospettico.

 

Martina Morelli: Nelle sue opere tecniche di pittura tradizionali incontrano una metodologia razionale. Come si sviluppa il processo che combina questi due aspetti?

 

Giorgio Pasqualetti: Parto dall’osservazione del reale, lo fotografo e lo disegno per infine dipingerlo su tele di grandi dimensioni.

 

Questa maniera di lavorare mi permette di esaltare al meglio gli elementi forti del sogget- to dando vita ad immagini razionali e geometriche che si poggiano su linee e prospetti- ve. Il risultato sono delle opere astratte dove quasi sempre si riconosce il soggetto che voglio rappresentare.
 

Per me la pittura rappresenta l’ansia e il desiderio di vedere l’opera compiuta e di dare forma a qualcosa che prima era nella mia mente mentre ora diventa un’immagine concreta e visibile a tutti gli spettatori. Ho risposto inconsciamente a questa mia esigenza raziona- lizzando sempre di più le mie opere fino ad arrivare ad una essenza di linee e piani di colore. Eliminando quindi tutto quello che ritenevo fosse superfluo o non indispensabile.

Giorgio Pasqualetti Amazon (diptych), 2021, dipinto acrilico su tela (38.2 x 102.3 in / 100 x 260 cm). Per gentile concessione della Galleria Space SBH, New York.

Giorgio Pasqualetti Table Mountain, 2021, dipinto acrilico su tela (39.4 x 28.7 in / 100 x 73 cm). Per gentile concessione di un collezionista privato a New York.

Giorgio Pasqualetti  Gold Green #4, 2020, dipinto acrilico su tela (11.80 x 9.80 in / 29.97 x 24.89 cm)

Martina Morelli: Ci sono degli artisti o opere che hanno avuto maggiore impatto nella sua formazione artistica?
 

 

Giorgio Pasqualetti: Avendo studiato arti grafiche, tra i suoi maggiori rappresentanti, Maurits Cornelis Escher è sicuramente la figura che ha avuto un forte impatto nella mia formazione. Le rappre- sentazioni grafiche dei suoi soggetti sono vere opere d’arte astratte geometriche. Negli ultimi anni, complice la città di Barcellona, è Antoni Gaudì che, con il suo studio sulla fu- sione della natura con l’architettura, ha dato uno slancio alla mia produzione artistica. Un altro grande maestro, a cui guardo sempre con molta attenzione e in questo caso per lo studio del colore, è certamente il pittore madrileṅo Pablo Palazuelo.

 

Martina Morelli: Vivere d’arte: come lo racconterebbe e cosa consiglierebbe alle nuove generazioni?

 

Giorgio Pasqualetti: Sebbene dipingo da quando avevo 14 anni, è negli ultimi otto che ho intrapreso questa professione a tempo pieno e quando sentivo dibattere altri miei colleghi sul fatto che l’arte è una filosofia di vita per ogni artista, ora non posso che confermare questa loro teoria. Tutte le azioni quotidiane o gli eventi della mia vita, anche i più banali, hanno lo scopo di trovare sempre una traduzione pittorica, a cui mi dedico completamente. L’atto creativo per un artista rappresenta un momento mol- to personale che ti prova sia fisicamente che psicologicamente. Il pensiero infatti ti coglie anche nelle ore notturne non permettendoti di riposare e non ti lascia nemmeno durante il giorno. Quello che allevia questa mia fatica è lo studio e la ricerca perché mi aiutano a trovare la soluzione a tutto questo pensare. Pertanto, quello che mi sento di consigliare alle nuove generazioni di artisti è proprio questo: studiare e fare molta ricerca.

Veduta dello studio Giorgio Pasqualetti a Roma.

L'artista Giorgio Pasqualetti e la sua pittura: Amazon (diptych), 2021, dipinto acrilico su tela (38.2 x 102.3 in / 100 x 260 cm)

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