Pubblicato da Spaghettimag.
Edizione #14 (pagine 218 - 221)
Febbraio 2022

Scritto di Alessandro Romito

 

 

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Giorgio Pasqualetti Paseo, 2019, Dipinto acrilico su tela (76.8 x 51.2 in / 195 x 130 cm)

Vedo ciò che di bello i miei occhi carpiscono, non è una citazione è quello che, ognuno di noi, compie senza rendersene conto. La visione della bellezza è un atto istintivo che compiamo per sopravvivere a ciò che riteniamo brutto o che imbruttisce le nostre vite. Il “bello” nell’arte è rappresentato da uno scatto fotografico o intrappolato nel colore di un dipinto o ancora, congelato, anzi cristallizzato nella pietra e nel marmo dalla mano di uno scultore.


Il “bello” è la visone che l’arte ci tramanda da secoli ma è anche l’interpretazione delle forme plasmate dall’uomo e dalla natura, che il nostro sguardo non può fare a meno di analizzare o semplicemente vedere. Vedere la bellezza è dunque un atto istintivo per molti di noi e per altri è la capacità di analisi e rappresentazione, trasformando così la visione in un messaggio.


Sono gli artisti che veicolano questo messaggio attraverso l’interpretazione, consentono a tutti noi di vedere il “bello” li dove non siamo stati capaci di scrutarlo.

Giorgio Pasqualetti Jeju Island (diptych), 2021, Dipinto acrilico su tela (39.4 x 55 in  / 100 x 140 cm)

Giorgio Pasqualetti ci suggerisce uno dei tanti possibili modi di vedere il bello in ciò che ci circonda e che, a prima vista, ci è sfuggita.


Lo fa attraverso l’architettura delle nostre città trasfigurandole in solidi puri, costruiti più dal colore che dalle linee. Interpreta Giorgio Pasqualetti, vede la bellezza delle geometrie verticali dei palazzi, vede la bellezza degli edifici riflessi sul lungo fiume o nel mare. Vede città tagliate dalla luce che, scolpiscono il colore, trasformandolo in solida materia sulla tela. Non la carezza del pennello ma il gesto deciso dello scalpello che disegna forme piene come fatte di cemento armato, ma che la luce, rende lievi e prive di peso.


Immagini astratte a primo acchito ma al contrario evocative della complessità delle forme. Linee sintetiche che reinterpre- tano la complessità delle nostre città e le ridisegnano pure, prive di dettagli, lasciando a noi la possibilità di completarne la totalità attraverso l’immaginazione.


C’è qualcosa di vero nell’essenzialità di questo astrattismo perchè raffigura costantemente la scena in un’ora precisa del giorno, quella più calda; quella in cui il sole non proietta ombre.

Giorgio Pasqualetti Vicens, 2020, Olio e acrilico su tela (31.48 x 23.62 in / 80 x 60 cm)

Giorgio Pasqualetti Elizalde, 2020, Dipinto acrilico su tela (23.62 x 19.84 in / 60 h x 50 cm)

Giorgio Pasqualetti Table Mountain, 2021, dipinto acrilico su tela (39.4 x 28.7 in / 100 x 73 cm). Per gentile concessione di un collezionista privato a New York.

La luce dunque, insieme al colore, sono gli elementi caratterizzanti della pittura di Giorgio P. due elementi che l’artista non separa mai ma che, al contrario, unisce e fonde in un unico solido tridimensionale senza peso specifico.

 

Una luce colorata che rimanda alle atmosfere assolate dell’amata Spagna, luogo di formazione artistica del pittore. La Spagna delle architetture fluide e colorate di Antoni Gaudì. La Spagna di Pablo Picasso e delle sue arene immortalate nella luce più calda del giorno.

Veduta dello studio Giorgio Pasqualetti a Roma. 

L'artista Giorgio Pasqualetti e la sua pittura: Ha Long Bay (diptych), 2021, dipinto acrilico su tela (39.40 x 78.70 in / 100 x 200 cm). Per gentile concessione di collezionista privato a Milano.

Giorgio Pasqualetti è nato il 16 Novembre 1975 a Roma dove ha frequentato l’Istituto Romano di Arti Grafiche. Attivo artisticamente soprattutto dal periodo catalano quando, nel 2013, la pittura è diventata una presenza costante e fon- damentale nella sua vita. 

 

Entusiasmato dal tessuto multiculturale di Barcellona, ha trovato la fonte di ispirazione che alimenta il suo stile pittorico e che combina l’affascinante cultura catalana con l’elegante stile italiano. Pasqualetti ha attirato l’attenzione di importanti curatori e collezionisti italiani e ha ricevuto la copertura della stampa internazionale su Vogue Italia, Vanity Fair e GQ come artista da osservare. 

 

Nell’autunno 2019, l’artista ha fatto il suo debutto a New York City. Giorgio Pasqualetti vive attualmente tra Barcellona, Milano e Roma ed è rappresentato dalla Space SBH Gallery di New York, St. Barth e Montecarlo.

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